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Salah al-Din

Salah al-Din -l’eroe dell’Islam nacque a Balbeek, in Libano, nel 1138, da Ayyub, il governatore di origine curda della città Il vero nome del Saladino era al-Malik an-Nasir Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub, “il Vittorioso Sovrano, Integrità della Fede, Yusuf figlio di Ayyub”.

Salah al-Din fu personaggio di prima grandezza sulla scena della Storia medievale, e per gli occidentali, senza dubbio il suo nome è tra i più celebri dell’Islàm classico.

Per noi occidentali è conosciuto come Saladino, Salah ad-Din, “Integrità della Fede”, ma per la cerchia di persone a lui più vicine era semplicemente Yusuf ibn Ayyub, ricevette un rigoroso insegnamento religioso in una scuola di sufi, (ordine mistico dell’islam). Primo di sei fratelli, fu poi indirizzato alla carriera amministrativa e militare. In gioventù fu messo a servizio del sultano Nur ad-Din, il quale lo compensò facendone il suo amministratore di fiducia. Nel 1156 assunse la carica di rappresentante del governatore militare di Damasco. Fisicamente non era particolarmente prestante. Corporatura longilinea, statura nella media, pelle olivastra e occhi scuri, la barba tagliata corta, come in uso tra i curdi. Era appassionato di caccia al falcone e del gioco degli scacchi, ma fu la sua spiccata religiosità e la formazione mistica ricevuta a Balbeek a segnarne il carattere in modo indelebile,divenne il fondatore della dinastia degli Ayyubidi. Salah al-Din fu personaggio di prima grandezza sulla scena della Storia medievale, e per gli occidentali, senza dubbio il suo nome è tra i più celebri dell’Islàm classico. Sbaragliò i cavalieri crociati nella battaglia di Hittîn, senza abbandonarsi ai massacri,cosa che impressionò i cristiani suoi avversari, perdonò i suoi nemici, ma fu spietato con gli arroganti, i fanatici e chi tradiva.Salah al-Din fu nella sua aura tradizionale un grande condottiero clemente, generoso e lungimirante,Intorno a Lui si svolgono alcune delle vicende più importanti del confronto in Terrasanta tra Occidente e Islam, comprese le gesta di Riccardo Cuor di Leone, dei templari. Battaglia di Hittin Tra la II crociata e la III crociata riuscì a riprendere il controllo di Damasco (1174), di Aleppo (1183) e di Mossul (1186). Attaccò quindi il Regno di Gerusalemme e, grazie alla insipiente smania aggressiva del Reggente del regno Guido di Lusignano, di Rinaldo di Chatillon, di Honfroi II di Toron e del nuovo Patriarca Eraclio, arcivescovo di Cesarea , che erano riusciti a vanificare la linea strategica del defunto re di Gerusalemme, Baldovino IV, orientata a un accordo con le forze musulmane dell’area, Salah al-Din colse una schiacciante vittoria il 4 luglio 1187 ai Corni di Hattin, che gli aprì la strada per la riconquista di Gerusalemme, realizzata il 2 ottobre 1187. La Città Santa non fu sottoposta agli eccidi che avevano invece caratterizzato la conquista turca nel 1077 e quella cristiana nel 1099, tuttavia circa 16000 cristiani abitanti di Gerusalemme furono trattenuti da Salah al-Din e venduti come schiavi. Sotto il suo potere caddero poi altre città cristiane di Outremer, come Giaffa, Beirut e San Giovanni d’Acri, quest’ultimo diventato il principale centro di resistenza in grado di contrastare l’avanzata musulmana ancora per circa 90 anni. Sconfitto da Riccardo Cuor di Leone ad Arsuf ebbe col sovrano plantageneto rapporti di stima Salah al-Din governò con energia ed efficienza l’Egitto, la Siria e lo Yemen, tenendo sotto il proprio controllo anche le due principali città sante dell’Islam, Mecca e Medina. Salah al-Din morì nel marzo 1193, due anni appena dopo la partenza del suo grande antagonista, il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone. A ereditare i suoi possedimenti non furono tuttavia ovunque i suoi figli perché, se al Cairo, a Damasco e ad Aleppo regnarono rispettivamente al-Aziz-Uthman, Al-Afdal Ali, e Al-Zahir Ghazi, la Jazira fu governata invece dal fratello al-Malik al-Adil Sayf al-Din, i territori al di qua del fiume Giordano dal nipote al-Muazzam Isà, L’ottima fama presto conquistatasi in Occidente è ben sottolineata da Dante che definì Salah al-Din “grande spirito non toccato da Dio”, collocando l’ombra del sultano nel Limbo, accanto agli eroi e agli antichi saggi che non avevano potuto usufruire della Salvezza L’incontro tra Francesco e Salah al-Din San Francesco, che viveva i profondi sconvolgimenti che stavano rivoluzionando l’occidente cristiano e che ne era protagonista, ebbe piena coscienza di ciò e, trasgredendo leggi e consuetudini secolari, volle raggiungere in oriente il principale interlocutore islamico, Salah al-Din. Ottenne rispetto e ospitalità. Dal loro dialogo scaturì un messaggio, che purtroppo la storia successiva ci indica come sia rimasto inascoltato, disatteso, dimenticato.

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