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Davy Crockett

Nato nella Contea di Greene, nello stato del Tennessee, fu figlio di coloni poveri e trascorse un'infanzia ed un'adolescenza difficili, perché i genitori avevano perso la casa e tutti i loro averi a causa dello straripamento del fiume Nalichucky.

Davy Crockett - scrive E.L. Meadowcroft - era morto coraggiosamente come era vissuto. Con coraggio, umanità, fermezza e buon umore, aveva sempre combattuto per quello che riteneva giusto. Aveva sacrificato la propria vita per la libertà altrui e morì da vero americano.

Da piccolo a grande cacciatore Nato nella Contea di Greene, nello stato del Tennessee, fu figlio di coloni poveri e trascorse un'infanzia ed un'adolescenza difficili, perché i genitori avevano perso la casa e tutti i loro averi a causa dello straripamento del fiume Nalichucky. Il padre, convinto che Davy fosse "un buono a nulla", decise di aprire una locanda, la "Locanda Crockett", in una regione più sicura dello stato. Davy, perciò venne cresciuto dal padre a suon di vergate e per sfuggirgli si adattò a fare l'aiutante dei carovanieri diretti verso la Virginia e il mandriano: in questo modo si spinse fino a Boston, ma senza trascurare mai la sua vera passione: la caccia nei boschi di piccoli animali dalla pelle pregiata come i tassi e gli opossum. Fu così che crebbe senza ricevere una vera istruzione. Solo poco prima di sposarsi con la prima moglie Polly imparò a leggere, scrivere e far di conto. Intanto lavorò sodo per pagare i debiti del padre e non abbandonò mai la passione per la caccia che finì per diventare il suo vero lavoro. Divenuto uomo si specializzò nella "caccia grossa" e divenne popolare e famoso in tutto il Tennessee come cacciatore di orsi, al punto che qualche amico lo considerava il più grande cacciatore di tutto l'Ovest. Davy Crockett viene spesso raffigurato con indosso pantaloni di cuoio e giacche di pelle di daino o camoscio, costeggiate da una caratteristica sfrangettatura di pelle lungo le gambe, dietro le maniche e in corrispondenza dei pettorali, delle spalle e del torso. Intorno alla vita aveva un grosso cinturone con un pugnale da cacciatore e a sinistra appeso ad una bandoliera un corno pieno di polvere da sparo. Nella mano sinistra stringeva il suo inseparabile fucile. In testa portava un berretto di pelle di tasso o di procione, con una lunga coda dietro, ricavato dal corpo dello stesso animale. Sembra comunque che il vero Davy Crockett, non abbia mai usato questo tipo di copricapo: questa fu un'invenzione dell'attore che a teatro ne raccontava le gesta leggendarie. Da esploratore a colonnello Un giorno del settembre 1813 venuto a sapere che gli indiani della sua regione stavano sul sentiero di guerra e si preparavano ad attaccare i coloni, salutò la moglie e i bambini e raggiunse al galoppo l'esercito del generale Andrew Jackson per combattere nella campagna contro gli indiani Creek come esploratore. Dopo i primi scontri le sorti della guerra contro gli indiani si rivelarono incerte e il generale Jackson deciso ad avere la meglio ipotizzò un piano di battaglia in base al quale i Creek dovevano essere intrappolati nelle acque del fiume Enotachopco. Il piano del generale però fallì e solo grazie al coraggio e al valore di Davy Crockett e dei suoi esploratori gli indiani furono definitivamente sconfitti. Ritornato alla vita civile era diventato famoso come eroe della guerra contro gli indiani Creek e gli abitanti della sua regione, che lo stimavano come uomo onesto e giusto, lo elessero prima giudice di pace e poi colonnello del reggimento che doveva proteggere le loro abitazioni in caso di necessità. Da deputato a scrittore Intanto riprese anche la sua attività di cacciatore di orsi e quando giunse il tempo delle elezioni si candidò come deputato. Così nel 1828 fu eletto al Congresso degli Stati Uniti. Al tempo di Davy Crockett il Tennessee era il sedicesimo stato che aveva aderito all'Unione e sulla bandiera rossa, bianca e blu a stelle e strisce vi erano ancora 15 stelle solamente. Tuttavia Davy Crockett per il suo passato di eroe e di famoso cacciatore di orsi fu eletto deputato per due legislature consecutive. Si dice che in questa occasione, per non essere additato pubblicamente come il deputato dal berretto di pelle di opossum, si fece prestare da un amico i soldi per comprarsi un vestito da gentleman per essere più presentabile. Fu a questo punto della sua vita che Davy Crockett si trovò in difficoltà per aver combattuto durante la guerra contro i Creek. Quindici anni prima, infatti, il generale Jackson aveva firmato con loro un trattato di pace in base al quale essi potevano occupare per sempre le terre ad Est del fiume Mississippi. Divenuto presidente degli Stati Uniti, Andrew Jackson decise di proporre un disegno di legge che violava quel trattato. Davy Crockett, che per tutta la vita era stato un uomo onesto e giusto ed aveva seguito il principio "Se sei convinto di aver ragione procedi fino in fondo", si oppose in maniera intransigente al progetto di legge del presidente Jackson. Si rendeva conto che gli indiani che lui aveva combattuto erano diventati dei pacifici contadini e non sarebbe stato giusto respingerli oltre il Mississippi, dove sarebbero stati attaccati da tribù bellicose. Era convinto inoltre che gli indiani avessero gli stessi diritti dei coloni e che il trattato stipulato con loro dovesse essere rispettato. Molti erano della sua stessa opinione, ma solo pochi ebbero il coraggio di affermarlo come lui, perciò quando si fecero nuove elezioni Davy Crockett venne sconfitto dai jacksoniani. Tuttavia la gente continuò a parlare della sua coraggiosa opposizione al presidente Jackson al punto che la sua notorietà crebbe tanto da essere eletto al Congresso per una terza legislatura. In questa occasione gli venne regalato un sigillo d'oro con la scritta "Procedi fino in fondo" ed anche il più bel fucile che abbia mai posseduto. Infine patriota ed eroe leggendario Deluso e disgustato dalla politica, si recò in diverse località dell'Est per promuovere il suo libro "A narrative of the life of David Crockett"; tuttavia dopo la terza legislatura non fu più rieletto, sempre a causa della sua opposizione a Jackson, e lasciò definitivamente Washington pronunciando una frase destinata a diventare celebre: «Potreste anche finire tutti all'inferno, io me ne andrò in Texas». Fu così che decise di iniziare la più grande e generosa avventura della sua vita: la guerra per l'indipendenza del Texas dal Messico del presidente Santa Anna, perché finalmente i texani si erano decisi a combattere per la loro libertà. Davy Crockett partì con sedici patrioti, che si chiamarono la compagnia di Crockett. Una volta raggiunto quello stato, aderì alla rivoluzione texana e raggiunse Forte Alamo. Crockett arrivò a San Antonio de Béxar ai primi di febbraio del 1836; Antonio López de Santa Anna arrivò invece alcuni giorni dopo, più precisamente il 20. Verso la sera del 5 marzo 1836 cinquemila messicani accerchiarono Alamo, lo attaccarono a colpi di cannone e lo distrussero perché il generale Sam Houston, che aveva cercato di costituire un esercito di duemila texani per sbarrare la strada ai messicani, non riuscì ad arrivare in tempo per partecipare alla battaglia. Davy Crockett e la sua compagnia combatterono fino alla morte per la libertà e l'indipendenza del Texas, scrivendo così una pagina di storia leggendaria. "Davy Crockett - scrive E.L. Meadowcroft - era morto coraggiosamente come era vissuto. Con coraggio, umanità, fermezza e buon umore, aveva sempre combattuto per quello che riteneva giusto. Aveva sacrificato la propria vita per la libertà altrui e morì da vero americano, e il suo nome non sarà mai dimenticato finché esisteranno gli Stati Uniti d'America". Secondo Paco Ignacio Taibo II, scrittore di origine spagnolo e cresciuto in Mexico, la temerarietà e il coraggio attribuite a Crockett non sarebbero reali, Taibo non esita a definire Crockett un "vigliacco e ubriacone", definendo falso anche il mito del cappello di procione. Davy Crockett e Andrew Jackson Davy Crockett e Andrew Jackson erano entrambi del Tennessee, ma si conobbero bene solo durante la difficile campagna di guerra contro gli indiani Creek. Quando questi furono sconfitti definitivamente nella battaglia di Teledaga, diventarono membri prima dell'Assemblea legislativa e poi del Congresso dell'Unione. In questo periodo della loro vita Davy Crockett e Andrew Jackson si trovarono - benché entrambi democratici - in disaccordo su due importanti questioni: la questione indiana e la questione texana. Per quanto riguarda la prima, il colonnello Davy Crockett votò contro il presidente Jackson e si oppose in maniera intransigente alla violazione del trattato di pace con i Creek; in merito alla seconda, invece, poiché Jackson sosteneva che il Texas dovesse diventare uno stato statunitense per annessione solo dopo che i Texani avessero proclamato la loro indipendenza dal Messico, egli sostenne la tesi che i coloni statunitensi che si trovavano lì dovessero essere aiutati contro i Messicani e così fece. Probabilmente Crockett sentiva la necessità di compiere una grande impresa patriottica per essere rieletto per la quarta volta al Congresso o per diventare Governatore del suo stato. La Tigre di Alamo E.L. Meadowcroft racconta che quando David Crockett giunse ad Alamo con la sua compagnia i comandanti del forte Jim Bowie e W. Travis furono talmente contenti che gli chiesero di assumere il comando in qualità di colonnello. Tuttavia egli, per riconoscenza, rispose che era venuto ad Alamo non per fare il comandante, ma per battersi come una tigre da vero patriota. Quando Forte Alamo, sorto alla fine del Settecento da una missione francescana fortificata, venne attaccato, era presidiato solo da 188 texani, che prima di morire, dal 23 febbraio al 6 marzo, opposero una resistenza così accanita da infliggere perdite molto gravi al nemico. Alla fine dei combattimenti l'intera guarnigione venne annientata: solo Davy Crockett ancora oggi viene ricordato come uno degli eroi di maggior rilievo di tutta l'epopea americana, proprio perché veramente si era battuto come una "tigre". In realtà ebbe poco da scegliere in quella occasione: prima dell'attacco Bowie si era gravemente ammalato di tubercolosi, perciò toccò a lui organizzare ed animare la battaglia insieme a Travis. Bowie fu trucidato moribondo nel suo letto dai Messicani. Tutti gli eroi di Alamo furono vendicati poco dopo dal generale Sam Huston, che diventò Governatore del Texas alla fine della guerra d'indipendenza. Lo stato del Texas divenne uno stato statunitense per annessione. Davy Crockett e la sua guarnigione avevano molto contribuito ad indebolire l'esercito messicano.
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