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Storia di Briganti
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I Nostri Bisnonni Briganti

E' ora di rendere ONORE AI NOSTRI BISNONNI, morti per difendere la NOSTRA TERRA, la NOSTRA CIVILTA', la NOSTRA LIBERTA'………… SE BRIGANTI FUMMO CHIAMATI ,CHIAMATECI ANCORA " BRIGANTI " !!!!!!!!

di Palatucci Carmine da un articolo del periodico "ALTIRPINIA" del 15 aprile 2000

Correva l' anno 1861 ! Il piemonte indebitato con Francia e Inghilterra (alla Francia cedette Nizza) decise ,sotto la spinta e l'appoggio incondizionato di questi due Stati, di infamare per poi depredare la nostra Terra: il REGNO DELLE DUE SICILIE. Gia' da molto tempo , attraverso i mass-media di allora , era partita una campagna diffamatoria contro i Borboni. Essa consisteva nell' accusare i nostri regnanti di essere retrogradi e soprattutto di condannare la parola di Giuseppe Mazzini che inneggiava all' Italia unita. E dire che anche Mazzini ebbe delle perplessita' sui metodi intrapresi dai savoiardi per raggiungere l' unita' a causa dei soprusi dell' esercito piemontese. Massacri, torture, condanne senza processo,bambini trucidati,donne violentate finanche con le baionette. Ed infine un plebiscito pilotato a suon di legnate per gli oppositori. TUTTO SOTTO IL NOME DI UNITA' D' ITALIA. Le promesse fatte da Garibaldi di togliere le terre ai signorotti per darle ai contadini, non furono mantenute. La situazione peggioro' sia per l' arroganza degli INVASORI, sia perche' furono imposte tasse elevatissime. Fu imposto il servizio militare che nel regno gia' era facoltativo.Avevamo infatti al nostro servizio mercenari Svizzeri. Ma la decisione peggiore fu la chiusura delle fabbriche e molte di esse furono trasferite al Nord . Nella Valle dell' IRNO, dove la popolazione era dedita alla lavorazione della lana, tantissimi operai restarono senza lavoro perché il Piemonte aveva stretto un accordo con l' Inghilterra, danneggiando il MERIDIONE. La stessa sorte subirono le numerose ferriere Irpine . I Borboni avevano stanziato molto denaro per la rete ferroviaria . Al SUD gia' esistevano 200 km di strada ferrata, cosa che non aveva il Nord. Furono confiscati i beni della Chiesa per favorire l' agricoltura in Padania. Si ricorda infatti l' energica protesta del vescovo d' Avellino Mons. GALLO per i soprusi perpretati ai danni di gente inerme ed innocente. Protesta che valse al Prelato la deportazione in un LAGER sulle Alpi. I signorotti "galantuomini", traditori meridionali , e i generali venduti si accorsero ben presto delle subdole intenzioni dei piemontesi : TROPPO TARDI. Anche il clero fu perseguitato isieme al disciolto esercito borbonico. Esercito Legittimo di uno Stato Legittimo. Per destabilizzare ancor di più il Regno , furono aperte le carceri e fatti uscire tanti delinquenti che imperversarono sulle nostre contrade. Il popolo Meridionale Difese la Propria Terra; l' esercito sbandato cerco' di combattere l' invasore. Gente malavitosa fu accomunata dalla stampa a tantissima gente onesta. Ogni cosa che fu scritta in Europa era contro di noi. I nostri parlamentari che reclamarono per quanto stava succedendo furono ignorati , peggio ancora: derisi. I massacri non si fermarono. Furono emanate leggi repressive nei nostri confronti. Famosa la "Legge Pica". Per un nonnulla si veniva incriminati e seguivano esecuzioni sommarie contro un POPOLO che con pochissimi mezzi difendeva la propria Patria. I familiari degli uomini che si davano alla macchia per non arruolarsi nell' esercito invasore, venivano maltrattati, torturati uccisi. Quella che era stata la terra fertile e felice quella terra che tanti viaggiatori attraversandola l'avevano denominata "giardino" tanto era ben coltivata , si impoverì . I frutteti erano il nostro orgoglio; gli agrumi venivano esportati in tutta Europa. Oggi in alcune zone del Nord, si usa a carnevale, inscenare una battaglia a colpi di arance, solo per gioco, in disprezzo della poverta'. Lo Svizzero Carlo Ulisse De Marschlins, non certo di parte, ha decantato le bellezze del nostro passato, lo si puo' leggere nei suoi scritti. NAPOLI era la Capitale della cultura. Il teatro S. Carlo era il fiore all' occhiello dell' Italia e uno dei maggiori d' Europa. Tanti Artisti stranieri dimoravano nella bella e calda citta'. Gli scavi di Pompei erano gia' frequentatissimi. Quel Popolo che si ribello' all' invasore fu marchiato con la parola "BRIGANTE" dall' idioma francese brigant che significa delinquente, bandito. Mi chiedo oggi che viviamo in un' Italia Unita anche se succubi di una certa politica nordista; ora che la nostra bandiera è il tricolore e che facciamo parte dell' Europa UNITA, perché si continua a insegnare nelle scuole, ai nostri figli MERIDIONALI, che Garibaldi fu un eroe E' ora di rendere ONORE AI NOSTRI BISNONNI, morti per difendere la NOSTRA TERRA, la NOSTRA CIVILTA', la NOSTRA LIBERTA'………… SE BRIGANTI FUMMO CHIAMATI ,CHIAMATECI ANCORA
" BRIGANTI " !!!!!!!!

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