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Tradizioni arbereshe
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il fuoco di Pasqua

"Chi ha rubato la legna nel mio orto? Qeradonulla, Chi ha sradicato quell'enorme albero? Qeradonulla". Quando San Demetrio era sede di Pretura, alcuni cittadini del posto furono anche scagionati in suo nome.



Tradizioni sacre e rituali profani, ecco il fulcro della pasqua arbereshe, che da secoli accompagna la vita di questo popolo, rende loro più roseo il cammino della vita e sempre vivo il ricordo dell'antica e mai scordata terra natia.

I cittadini di San Demetrio, escono dalle loro case e si incamminano in rigoroso silenzio verso la "Fontana del Collegio": vanno a "rubare l'acqua". Lungo il percorso i "diavoli tentatori", perlopiù giovani del paese che hanno già compiuto il rituale, cercano di farli parlare e, se ci riescono, si torna indietro. Bisogna, infatti, arrivare alla fontana in assoluto silenzio. Si potrà parlare soltanto dopo. In molti si sono chiesti il perché di questo antico rituale: alcuni ritengono che l'acqua rappresenti la vita del popolo arbereshe, la sua storia, la sua cultura, messa a tacere dal "padrone latino". Si va in silenzio a rubare l'acqua, perché si vuole far risplendere la tradizione arbereshe, la storia del suo popolo, senza dar ascolto al diavolo tentatore, che li vuole far parlare, vuole che dimentichino le loro tradizioni, la loro storia, la loro terra. L'acqua conquistata in silenzio è, dunque, il simbolo del rispetto della tradizione albanese, che si rinnova nel tempo attraverso i secoli, nel nome glorioso di Scanderbek. "Rubata l'acqua", ci si avvia verso la Chiesa madre; qui i sandemetresi hanno sistemato la legna per accendere un enorme fuoco, i cui preparativi iniziano già nel tardo pomeriggio: guai a lasciar legna accatastata vicino casa, sparirebbe per incanto e nessuno direbbe mai chi è stato a rubarla, nessuno violerebbe il segreto di "Qeradonulla". Parola di ignota etimologia, mai spiegata, dietro la quale si nasconde il fuoco di Pasqua che si accende in suo nome: "Chi ha rubato la legna nel mio orto? Qeradonulla, Chi ha sradicato quell'enorme albero? Qeradonulla". Quando San Demetrio era sede di Pretura, alcuni cittadini del posto furono anche scagionati in suo nome. Tutta la notte i cittadini rimangono davanti al fuoco a ballare cantare e suonare ed a bere buon vino. Acqua e fuoco, dunque, simboli della Pasqua albanese: il primo, certo, a rappresentare la vita, il secondo a rappresentare la purificazione, la quaresima che per gli arbereshe inizia a Carnevale. Fuoco liberatore, dunque, che purifica tutto e tutti dal peccato, bruciando ogni colpa.











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